Grotte del IX Km_Copertina e Interno

La base del versante settentrionale del Monte Erice è caratterizzato dalla presenza di numerose grotte e ripari, frequentati già in età paleolitica (ripari di San Francesco, del Maltese e di Polifemo). In particolare in contrada Emiliana, in recenti scavi dell’Università La Sapienza di Roma, hanno portato alla luce alcuni frammenti attribuibili al Paleolitico inferiore o medio. Se questa datazione venisse confermata, si tratterebbe dei più antichi reperti rinvenuti nell’Isola. Incisioni sulle pareti rocciose si trovano anche nella Grotta del Racchio, presso la cala dell’Isulidda, non lontana da San Vito lo Capo, le quali mostrano due figure di cervi; mentre numerose altre grotte, nel territorio di Valderice e Custonaci, mostrano invece numerosi segni di incisioni lineari, il cui significato rimane ancora ignoto. Nella grotta di Polifemo, accanto a quella di contrada Emiliana, si individua pure una figura meandrica ellissoidale a linee parallele e concentriche.